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LA PERSISTENZA

La domanda più frequente prima di acquistare un profumo è: "Questo profumo è persistente?". Chi desidera scegliere o creare una fragranza personalizzata vuole sapere quanto dura il profumo sulla pelle e sui vestiti, se l’aroma rimane percepibile per molte ore e se la scia olfattiva resta intensa nel corso della giornata.

Perché viene posta questa domanda così spesso quando si parla di profumi?

Perché chi usa profumi si è trovato almeno una volta a smettere di percepire una fragranza dopo un po' di tempo, anche se desidera che il profumo sia intenso, duraturo e lo accompagni per tutta la giornata, dalla mattina fino alla sera. La ricerca di un profumo persistente, con buona durata e ottima proiezione, nasce proprio dal desiderio di indossare una fragranza che resti riconoscibile e piacevole nel tempo.


Data l'importanza della questione, il profumiere professionista crea sempre fragranze persistenti, ben strutturate e bilanciate. Esistono standard internazionali che definiscono con precisione i requisiti di durata per i profumi con diverse concentrazioni di essenza. Ad esempio, se un profumo dura meno di 50 ore sui tessuti, il produttore non può chiamarlo Eau de parfum, anche se la concentrazione di essenza supera il 15%, perché secondo tali standard un Eau de parfum deve mantenere la sua fragranza sui tessuti per più di 50 ore.

Ma se il profumiere rispetta tutti i requisiti di qualità, persistenza e concentrazione, perché capita spesso di notare che dopo qualche ora il profumo sembra sparito dalla pelle, come se la fragranza non fosse più presente?

Se si fa un esperimento e si spruzza il profumo su una carta assorbente lasciandola per tutto il giorno, la sera si scoprirà che la fragranza è effettivamente persistente, intensa e ancora chiaramente percepibile. Perché, allora, non la si percepisce sul corpo così a lungo, anche quando il profumo è di alta qualità e appartiene alla profumeria di nicchia?

Il motivo è che il cervello semplicemente smette di prestare attenzione agli odori familiari e costanti, un fenomeno noto come adattamento olfattivo o assuefazione olfattiva, che riduce la percezione soggettiva della fragranza pur lasciando il profumo ancora presente sulla pelle e sui tessuti.

Proprio come, ad esempio, in casa non si nota l'odore della propria abitazione o del proprio corpo. Tuttavia, entrando in una casa altrui, si percepisce subito il suo odore caratteristico, ma con il tempo ci si abitua e si smette di notarlo. Lo stesso accade con i profumi, con le fragranze applicate sulla pelle e con qualsiasi altro odore presente in modo continuo nell'ambiente: inizialmente l’aroma è evidente, poi il sistema olfattivo lo considera uno sfondo stabile e lo rende meno percepibile.

L'olfatto umano è progettato principalmente per garantire la sopravvivenza e la sicurezza. È un senso "a distanza", che il cervello usa per monitorare costantemente l'ambiente circostante: se si sente odore di bruciato, si agisce; se si percepisce odore di cibo, lo si cerca; una volta trovato, si presta attenzione a possibili pericoli, come un predatore nelle vicinanze o una fonte di contaminazione. Non c'è bisogno di riempire la mente con un unico stimolo costante. Il cervello può concentrarsi solo su un segnale alla volta, mentre gli odori sono molti e vari. Ciò che è inutile, ripetitivo e irrilevante viene progressivamente escluso dall'attenzione, anche quando si tratta di un profumo costoso e di alta gamma.

Come avviene questo processo di adattamento olfattivo?

Quando l'impulso olfattivo raggiunge la sua destinazione nel sistema nervoso, viene rilasciato un neurotrasmettitore inibitorio, l'acido gamma-amminobutirrico (GABA), che blocca la trasmissione di informazioni "non necessarie" (attenzione e controllo). A questo punto, il segnale si "ferma" e le cellule nervose sono pronte a ricevere nuovi segnali olfattivi. I nuovi stimoli hanno la priorità su quelli ripetitivi, che finiscono sullo sfondo e vengono percepiti sempre meno, spiegando perché la fragranza del profumo sembra svanire pur essendo ancora presente.

L'attività normale del sistema nervoso centrale si basa su un equilibrio delicato tra il glutammato (principale neurotrasmettitore eccitatorio) e il GABA (principale neurotrasmettitore inibitorio. Una violazione di questo equilibrio (di solito a causa di una riduzione dell'inibizione) può influire negativamente su molti processi nervosi, fino a provocare potenti focolai di eccitazione, che possono portare a crisi epilettiche. Per questo motivo, molta energia del sistema viene dedicata all'inibizione degli impulsi in eccesso. Ogni analizzatore sensoriale ha un ampio sistema per coordinare eccitazione e inibizione, e la parte relativa all'inibizione degli stimoli irrilevanti rimane per molti un mistero affascinante della neurofisiologia e della scienza dell’olfatto.

Profumi personalizzati conto terzi

               I componenti naturali sono davvero migliori di quelli chimici nei cosmetici?

Nel mondo della cosmetica è molto diffusa la convinzione che solo i componenti naturali siano una vera garanzia di qualità, che gli ingredienti naturali siano sempre benefici per la pelle e che quelli sintetici o chimici siano inevitabilmente dannosi.

Il linguaggio del marketing e la pubblicità dei cosmetici naturali e dei prodotti di bellezza alimentano ogni giorno questa percezione, creando l’idea che “naturale” significhi automaticamente più sicuro ed efficace. Come ha osservato un produttore di profumi durante una delle nostre conversazioni in una fiera della cosmetica: "Non esistono abbastanza ingredienti naturali nel mondo per coprire tutto ciò che è dichiarato nei prodotti cosmetici".


Cosmetici naturali, bio ed eco: cosa significano davvero
Le parole "naturale", "bio" ed "eco" sono oggi tra i termini più usati nel marketing di cosmetici e profumi e aiutano molto le vendite, soprattutto nel settore della cosmesi naturale e della profumeria artigianale. In realtà, non tutto ciò che è naturale è automaticamente benefico per la pelle o per la salute; anzi, alcuni ingredienti naturali possono provocare allergie, irritazioni cutanee o persino essere letali se usati in modo scorretto. Questo potrebbe sembrare spaventoso, ma non è motivo di allarme: nei cosmetici e nei profumi di qualità, gli ingredienti naturali vengono impiegati solo in quantità sicure per l'uso quotidiano e nel rispetto delle normative sulla sicurezza cosmetica. Come sempre, il beneficio e il rischio dipendono dalla dose, dalla concentrazione e dal modo d’uso. Tuttavia, se coloro che credono in modo assoluto nei benefici degli oli essenziali naturali vedessero i segni lasciati da una goccia di olio accidentalmente versata su un mobile, o osservassero come l'olio essenziale può corrodere il tappo di plastica della bottiglia in cui è conservato, probabilmente inizierebbero a mettere in discussione le proprie convinzioni sull’idea che “naturale” significhi sempre sicuro.

Ingredienti naturali in profumeria: qualità, purezza e selezione
Questo non significa, però, che vi sia un rifiuto degli ingredienti naturali in profumeria e cosmetica. Al contrario: senza materie prime naturali di qualità è difficile creare un profumo veramente bello, complesso e raffinato, capace di distinguersi nella profumeria artistica e di nicchia. Tuttavia, c'è una condizione importante per l’uso professionale: l'ingrediente naturale deve essere davvero di alta qualità, puro, ben selezionato e tracciabile nella sua origine. Spesso un olio essenziale adatto all'aromaterapia non è adatto per l'alta profumeria, a causa della composizione chimica degli oli essenziali, della loro stabilità nel tempo e della purezza del loro odore. Gli oli essenziali non si dividono realmente in “profumati” e “terapeutici”: questa è una distinzione creata dal marketing e dalle strategie commerciali. Ciò che conta per l’uso in profumeria artistica è la qualità dell'odore, determinata dalla composizione, dalla finezza delle note olfattive, dalla costanza del profilo aromatico e dalla capacità di integrarsi armoniosamente con le altre materie prime naturali e sintetiche.